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sabato, marzo 03, 2007

Una fideuá (6)

Giro giro giro...

Rimesta bene, mi raccomando! Ci siamo quasi...
Ecco, a tavola!


Prima di mangiare, con altri 4 amici che verranno: abbiamo lasciato la porta aperta ed aspettiamo chiunque voglia varcarla, attratto dal profumo dello zafferano iraniano che fa l'amore con la seppia e la pasta; prima di mangiare vorrei leggere qualche riga di Jean-Claude Izzo. Un po' come una preghiera laica al mar Mediterraneo di cui parlavamo a prima mattina.

Qui non pensiamo. Dopo. Soltanto dopo pensiamo a tutte le ore della vita nelle quali avremmo dovuto imparare, e a quelle nelle quali avremmo dovuto dimenticare. Certo, è raro che un'intera vita possa trascorrere così, nella contemplazione. "Il nomade", scrive Jean Grenier, "considera l'oasi la terra promessa e la sua vita è un alternarsi di faticosi vagabondaggi e ristori. L'oasi per lui è la città."
Ho viaggiato così. Di oasi in oasi. Da Tangeri a Istambul, da Marsiglia ad Alessandria, da Napoli a Barcellona. E ognuna di queste città, con le sue stradine strette, tortuose, pullulanti di gente, mi ha offerto i suoi colori, i suoi frutti, i suoi fiori, i gesti dei suoi uomini e lo sguardo delle sue donne. Fino a che, un giorno, io potessi dichiarare come unica verità fondamentale: sì, amo queste città mediterranee nelle quali ci si sente come trasportati.


Buon appetito Massi e...

...rutto libero per tutti!!!




Ingredienti:
  • 500g di fideos piccoli (cabello de ángel)
  • mezza cipolla
  • un dente di aglio
  • 1 peperone verde
  • 1 peperone rojo
  • 2 pomodori maturi
  • una seppia grande (o un paio di calamari)
  • 1/4 kg di gamberetti
  • da 4 a 7 cicale o gramberi
  • 1 o 2 coda di rospo piccola (con la testa, il fegato e tutto)
  • Brodo di pesce (con le teste della coda di rospo, una carota, i gusci dei gamberi ,...)
  • Sale, pepe, zefferano, aneto, olio di oliva e una foglia d'alloro.


Preparazione
  1. Fare un soffritto di cipolla e quando iniziano ad ammorbidirsi, aggiungere i peperoni tagliati a strisce.

  2. Tagliare la seppia a pezzi e metterla in padella, rigirandola fino a che inizi a dorarsi un poco (un poco ho detto!). A questo punto aggiungere i pomodori freschi a cubetti e l'aglio tagliato fino fino.

  3. Dopo un po', aggiungere il brodo di pesce e lasciare cuocere a fuoco lento fintanto che la seppia non sia tenera (l'appizzate con una forchetta, se ritorna nella padella dalla quale viene, ci siamo). È a questo punto che dovete buttare una foglia d'alloro nel tutto.

  4. A parte girare i fideos in una padella con un poco di olio. Metteteli a poco a poco sennò si riempie la padella con una montagna di pasta e non ne uscite più.

  5. In contemporanea, aggiungere il pesce e i gamberetti nel brodo. Provare di sale. Aggiungere l'aneto e il pepe.

  6. Dopo pochi minuti, aggiungere i fideos nella pentola e rigirare. Dopo circa 3 minuti (metà cottura), ritirare la foglia d'alloro e aggiungere lo zafferano. Rigirate mentre la pasta assorbe il brodo e se il liquido inizia a mancare, aggiungete altro brodo o acqua calda per evitare che azzecchi e affinché i fideos si cuociano. In altri 4-5 minuti sarà pronto.

venerdì, marzo 02, 2007

Una fideuá (5)


Ecco.

Bene, mo che il tutto sta cuocendo nel brodo di pesce, rigiriamo per 3-4 minuti los fideos nell'olio caldo in una padella, così.
Ogni pezzo di pasta deve separarsi dall'altro. Muovilo con la cucchiara.


La cucchiara... mi ricorda Carmeniello a casa di Mara... ma lasciamo perdere che è meglio.
Giro giro giro, come la besciamella che la mamma mi raccomandava di girare sempre nello stesso verso "senno' si fanno i grumi!".
Giro giro giro, come il tappo delle medicine prima che ti accorgi che devi premere.
Giro giro giro, come quando bisogna piantare l'ombrellone nella sabbia e per fare il buco si gira l'asta.
Giro giro giro, come quando sei contento e balli e giri, giri, poi ti fermi e gira, gira tutto il resto.
Giro giro giro...
Ahem, forse megli che smetto, mi sta venendo mal di mare.
dici che può bastare così?


Jà, basta così: mettiamo tutto assieme.
Tho, Massi, gira la pasta mentre metto le spezie.
E fai attenzione a che non azzecchi!!

giovedì, marzo 01, 2007

Una fideuá (4)


Già, con il caffè e con il ragù... Ti ricordi il ragù che provammo a preparare a casa mia vero?
Ogni tanto c'è ancora qualcuno che me ne parla in giro.
Ma prima o poi verrà il giorno della vendetta!
Mangeranno un ragù talmente buono che dovranno chiedere scusa in ginocchio!
Voglio vedere dei lacrimoni scorrere dalle loro guance mentre implorano:
"Ancora un po'! Ti prego! Solo una forchettata! Solo un po' di sugo sul pane!"
Quando anche i nani avranno l'ombra lunga, allora sarà giunta l'ora del tramonto!!!

Umm... m'è scappata la mano... Oltretutto ogni volta che cito questa frase poi mi chiedo cosa significhi.
Tu ne hai idea?


Perché parli di quel ragù con tanta insistenza?
Non ti è bastata la figura di merda?
Credi esorcizzarla così facendo?
Profilo basso Massi, profilo basso...
Tho metti i pezzi di seppia nel soffritto. Nel frattempo filtro il brodo.

mercoledì, febbraio 28, 2007

Una fideuá (3)



A proposito di paella, un amico spagnolo mi raccontò di quanto è complicato farne una come si deve. Mi diceva che la paella va cucinata a varie
temperature e non deve essere mai girata. La parte a contatto con la pentola si deve bruciare e va servita tagliata praticamente a fette insieme alla paella che in superficie si è mantenuta piu' umida.
Tu ne sai qualcosa? Perche' se così fosse potrei dire di non aver mai mangiato una paella vera... e in tal caso bisognerebbe rimediare...



Si potrebbe fare.

Una volta mangiai una paella dalle parti di Tarragona fatta a fuoco a legna.
Di queste tecniche (e le bestemmie per usare una padella e non una paellera sui fornelli piccoli) me ne parlarono due amiche valenciane a... Trento.
Gli spagnoli sono pignoli con la paella come lo siamo noi con il caffé.

martedì, febbraio 27, 2007

Una fideuá (2)


Sai che Giardino non m'è mai piaciuto abbastanza? Non so perche', ma i suoi disegni non mi coinvolgono.

Invece sono grandiosi. Le scende preparate come una fotografia, ma con il realismo di un'istantanea.
Per non parlare dell'umanità (o disumanità in certi casi) dei personaggi. Pensa a Max Friedman: eroe senza volerlo, un uomo tranquillo in fondo che però ha il suo punto debole nella figlia piccolina. Hai ragione a dire che non ti è mai piaciuto abbastanza!


Ma tornando al nostro pranzo... dov'è che hai comprato questi fideos?

In Catalogna si trovano quasi ovunque. Se vuoi te ne mando un pacco a Roma, ma credo che si trovi qualcosa di simile: pastina fina per il brodo, come spaghettini tagliati corti.
Taglio i peperoni mentre tu metti su il soffritto...

Peperoni

lunedì, febbraio 26, 2007

Una fideuá (1)

Yuppi! Stamattina mi sono svegliato presto e sono andato a vedere una bella mostra di fotografia.
Di Centelles, la "gloria catalana" durante la guerra civile.
Se pensi che in quel periodo, in Catalogna c'erano, fianco a fianco, personaggi del calibro di Orwell, Capa, Don Pasos, Centelles, Hemingway, Garcia Lorca, ... Tutti a lottare contro il fascismo!
Nelle foto di oggi ho ritrovato i disegni di Vittorio Giardino (No pasarán) e anche una sofferenza che ci è famliare e vicina. Le foto dei bambini morti sotto le bombe a Lleida, massacrati dalla Legione Cóndor, e allineati lungo la strada una volta tirati fuori dalle macerie, sono molto simili a quelle viste recentemente della guerra Irsaelo-Libanese. Giusto sull'altra riva del Mediterraneo. Volti simili, cultura vicina, stesso mare e uguale disperazione.


(c) Agustí Centelles - Lleida 1937

Un po' per celebrare questo mar Mediterraneo che è il nostro, faremo una fideuá.
È un po' come la paella, però con una pasta corta e sottile, i fideos appunto.



La guerra è uguale dovunque. Ci si illude che quelle scene di terrore e di sofferenza possano appartenere solo a luoghi lontani dai nostri, con una cultura diversa.
Questa distanza apparente credo serva come giustificazione morale alla distanza che si prende da quelle scene di inferno.
Nessuno si sente mai abbastanza colpevole.
Come diceva De Andrè? "Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti".
L'altra riva del Mediterraneo era paradossalmente più vicina quando si viaggiava con le navi a vela che adesso che ci si arriva in pochissime ore ...

Questa foto che mi stai mostrando dal catalogo di Centelles mi fa venire i brividi.
Tecnicamente perfetta, i soggetti sono dove devono essere in una foto, i bianchi e i neri sono tutti lì.
Ed emozionalmente potentissima... quella donna pare che stia soffrendo così tanto da non riuscire nemmeno ad urlare.
A quest'ora della mattina poi l'impatto è ancora piu' forte...


Si, è quella che mi ha colpito di più di tutta la mostra. Mi veniva da piangere... e sono dovuto andar via.

sabato, febbraio 10, 2007

Linguine al nero di seppia (5 e 6)

Gia, gia... i pomodorini... dove li avevo messi...
L'haggis !!! Che mangiata domenica scorsa !
Sti spaghetti stanno venendo proprio belli devo dire...
Ci starebbe bene un tocco di colore.
Gia gia !!! I pomodorini ! Ma dove sono i pomodorini ?
Quelli secchi ... devo averli lasciati nella credenza.
Buoni i pomodorini secchi... umm ... mumble ...
C'è qualcosa che mi sfugge.
Qui nella credenza non li trovo, eppure...
Ma aspetta un secondo... controllo una cosa...
...
AAAAAAAARRRRRRGGGHHHHHHH!!!!
Alex !!! Stanotte !!! Quando siamo tornati !!!
La fame !!! Il sonno !!! I bagordi !!! Ecco cosa mi sfuggiva !!!

Ahem ... confesso ... ecco le prove: il barattolo vuoto.
Il senso di colpa mi aveva fatto rimuovere il ricordo...


Fammi capire: ti sei mangiati i pomodorini crudi questa notte???

ahem... io adoro i pomodori crudi
cioe'... crudi... con pane e olio li ho mangiati
e se non ricordo male erano anche molto buoni


aspetta, che mi siedo... crudi, in barattolo?

be' no
ho aperto il barattolo
fammi guardare nel secchio... ecco il corpo del reato ...
il barattolo vuoto!!
ci possiamo fare un bel portapenne...


Gesú Gesú Gesú
nel "secchio"?
corpo del reato?
No, non voglio sapere più niente.
Senti, piuttosto metti la tavola, che abbiamo ospiti...


metto a tavola il corpo del reato?

no, metti a tavola....
lascia stare.


ahem... sono dispiaciuto
ma in fondo a me non piacevano i pomodorini col nero di seppia ... ricordi il pappone?


il pappone, quelle pellicine, i semini...
a proposito, visto che tu mangi semini, sai che c'è un grande cuoco di cui non ricordo il nome, che ha fatto un piatto di soli semi di frutta e verdure?


yumm... buoni!!

no, non buoni: ricordi? fanno pappone!.

cioé stanotte erano buoni
gia' gia' !!! meno male che li ho mangiati!


i semini?

tutto!
la fame è fame
ma il portapenne l'ho risparmiato

basta, ho esaurito le mie lacrime di coccodrillo



e poi stanno suonando alla porta!


oddio! e chi sarà?

Montalbano!!!!
al citofono ha detto "Montalbano sono!"
come sbagliarsi?


eh eh
aspetta, sento una carrozza...


carrozza? cenerentola?

io avevo invitato l'asinello di Gesù Bambino: sarà venuto portandosi dietro il lavoro (adesso porta in giro turisti per Roma, fuori dalle feste).
ma il bue credo che abbia un'altra occupazione adesso; lavora come logo di una squadra di baseball..


Capisco, come gli zampognari
che lavoro buffo, un tempo i bovi si limitavano a tirar l'aratro
tsk tsk zampe rubate all'agricoltura
oggigiorno il giogo non vuole portarlo più nessun nessuno


si, più o meno come gli zampognari....
ja, servi l'aperitivo mentre aggiungo in nero alla seppia e scolo le linguine... e poi direi "A tavola!"


Benvenuti !!! E rutto libero a tutti!!! ... beh ... si ... anche all'asinello (l'altra settimana Carla Bruni m'ha stupito con le sue emissioni...)

appunto.





Ingredienti:
  • 2 seppie con intatta la sacca del nero
  • 1 scalogno
  • 1 gambo di sedano
  • 1 bicchiere abbondante di vino bianco
  • olio extra vergine d'oliva
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale, pepe e noce moscata q.b.
  • 500 g. di linguine
  • 5-6 pomodorini, se ne avete


Preparazione:
  1. Fate un trito con lo scalogno, il sedano e 1/3 del prezzemolo (magari solo i gambi, che "danno" molto odore) e unitelo a l'olio in una padella. Aggiungete quindi le seppie tagliate (ma di cui avete conservato con cura e separatamente la sacca del nero), pomodorini e un pizzico di noce moscata.
  2. Quando il trito inizia a imbiondire (e il prezzemolo ad arognarsi e la seppia a intostarsi come una quattordicenne che fa la pereta con le amiche), sciogliete gli zuccheri con il vino bianco (nel senso: buttateci dentro il vino bianco), mescolate un po' e poi coprite (bisogna stufare un po' il tutto per portare a cottura).
  3. Passato un quarto d'ora-venti minuti, controllate la cottura della seppia (che non deve essere troppo tosta e nemmanco molla: "I manuali dicono che il polipo, il calamaro, la seppia et similia sono cotti quando appizzandoli colla forchetta questi se ne cadono nella padella da dove sono venuti"), correggete di sale (non troppo, ce ne sarà nell'acqua della pasta) e di pepe (bianco di preferenza). A fine cottura, aggiungete quello che resta del prezzemolo.
  4. Mettete l'acqua delle linguine sul fuoco e cuocete la pasta come vuole tradizione.
  5. A pasta cotta e scolante, aggiungete il nero nella padella, mescolate con cura e poi ammischiate il tutto con le linguine.
  6. E' fatta, non resta che servire, magari decorando il piatto con un paio di tentacoli o un ciuffetto di prezzemolo o una spolverata di spezie sul bordo (come vuole la tendenza).

giovedì, febbraio 08, 2007

Linguine al nero di seppia (4)

Ora ce li mettiamo...


Ieri sera ho visto quel film sulla morte di Diana. The Queen.
A molti è piaciuto, però l'ho trovato piatto... cioé girato bene e tutto, peròquesti personaggi senza emozioni forti, tutti anti-eroi da sala da té, mi hanno fatto venire un'apatia...


Non è che ti stai apatendo dopo il tuo soggiorno inglese?Elisabeth II

Tu dici: trasformarmi come loro??
Manco per ischerzo!
Nooo... forse la ragione del mio recente viaggio oltremanica per comprarti l'haggis sta proprio nel fatto che non mi comporto da britannico!


Ora li vado a prendere questi pomodorini?

Hai ragione! vai a cercare i pomodorini ora, è tempo di schiacciarli e metterli a soffriggere un poco.
Sempre per piacere, Massi, mai per comando!

mercoledì, febbraio 07, 2007

Linguine al nero di seppia (3)

Ma saltando di palo in frasca... a parlare di cowboy m'è venuta voglia di una bistecca alla fiorentina...
Forse avrò fatto una involontaria associazione di idee tra loro e i butteri della maremma
Qual'è secondo te il modo migliore per prepararla?
Qualcuno mi spiegava che la frollatura avviene in frigoriferi a temperature diverse...
Tu ne sai qualcosa?
Anche sulla preparazione della fiorentina la gente litiga! I miei amici di Firenze non sono mai daccordo tra loro...


Beh, io so che gli Unni facevano frollare la carne lasciandola tra sella e cavallo. Dopo un giorno di cavalcata, la carne era pronta (e puzzolente!).

Massi, hai preparato il soffritto?

Scalogno e sedano faranno la salsa ontuosa, un vero piacere. Diciamo che il trito va unito all'olio e colorarsi. Quindi cuocere ma non troppo nel senso che non deve friggere come se fosse un crocché, però neanche bruciarsi tutto e viene la pasta troppo asciutta; diciamo che il trito deve assorbire l'olio e ne deve avanzare pure, ma con calma. Ecco, verifica che nulla si bruci mentre taglio a striscioline le seppie.


I pomodorini?

martedì, febbraio 06, 2007

Linguine al nero di seppia (2)


Umm ... io il pomodoro lo metterei ovunque ...
E il signor Miguel come la pensa sul punto ?
Comunque ti ricordo che non è stagione di pomodorini!


I pomodorini si possono seccare.
Il signor Miguel proponeva di aggiungere "il succo" della seppia. Verosimilmente si tratta di una sacca compresa tra le interiora (viene anche chiamata "melania") con una sostanza arancione dentro. Questo dá un sapore un po' amaro e lui me lo consigliava vivamente. Però la mia idea era di mettere i pomodorini a rosolare, la cui pelle caccia un po' di acido, molto più lieve di quello proveniente da questa sacca (che personalmente trovo acre).
Ma -giusto per essere polemico- mi ricordo bene che tu dicesti: " ...comunque io il pomodorino col nero di seppia l'eviterei
userei pochissimo olio per il soffritto, per lasciare il sapore del pesce piu' naturale possibile: quello gia' il nero di seppia è un inguacchio, se ci metti pure la pummarola rischi di trovarti il pappone.
Il "pappone" non lo voglio fare, giusto dare un poco di vellutato e un tocco acido al composto. Altrimenti viene troppo dolce.


Ti sembro una persona ferma nelle mie decisioni? E poi in cucina non ci sono regole assolute. L'idea del pomodorino secco comunque mi piace molto. Così non butta fuori troppa acqua ed il pappone è evitato.
Mi hai fatto ricordare una scena di un western di Sergio Leone in cui Cleant Eastwood passandosi il sigaro da una parte all'altra della bocca dice qualcosa del tipo: "Decido io quando cambiare idea!"


Ma nel far west si mangiavano solo fagioli se non mi sbaglio.
I nostri spaghetti al nero di seppia se li sognavano.

lunedì, febbraio 05, 2007

Linguine al nero di seppia (1)

Seppia pronta per essere cucinata

Marò Massi, non si può parlare di cucina con gli amici! Ognuno deve dire la sua e hai la sensazione che quello che fai ha sempre qualcosa di sbagliato!
Ti ricordi la faccenda delle linguine al nero di seppia??



Mi ricordo mi ricordo... quando si parla di cucina ognuno pensa che c'è almeno una cosa che tu fai che non va assolutamente fatta ed una che non fai che va assolutamente fatta.
Filosofeggiare sulla cucina non funziona. Lo si deve fare col piatto davanti e mentre si mangia.
Filosofeggiare in cucina invece si. Quello mi piace!



...ed è quello che facciamo noi, no?
Altrimenti è come discutere di politica zulú: magari ci interessa, ma solo a livello teorico visto che non ci tocca da vicino.


Proprio! Ma gli zulù che forma di governo hanno?
A proposito di linguine al nero di seppia. Mi hai fatto venir voglia. Perchè non ne prepariamo un piatto per il pranzo di oggi?
E invitiamo anche il commissario Montalbano. Credo che ne sarà contento!


Sicuramente!
Culo vuole che proprio ieri il signor Miguel ci aveva messo da parte queste due belle seppione, pulite e tutto (con la sacca dell'inchiostro conservata con cura).
Una della ragione delle polemica di allora, era sull'uso del pomodoro. Del pomodorino, per la precisione.
Al mercato, ieri, si è scatenato di nuovo un putiferio al banco del pesce proprio per questa questione...

sabato, dicembre 16, 2006

Una zuppetta di gamberi e ceci (6)

"anzitempo" mi sembra una parola grossa!! Passami i gamberi, va! che li aggiungo alla zuppa...
Ora saggiamo un po' il sale e il pepe e tra 10 min siamo pronti per passare a tavola!
Che vino consigliamo per questo piatto, Massi?


Sceglierei un vino proveniente da una terra di mare e marinai. Ho messo in frigo un Gravina Bianco DOC che ho comprato questa estate, un vino che non ho mai provato.
Ti va di correre il rischio? A me pare una buona occasione.





Ingredienti:
  • 300g di ceci secchi
  • 250g di gamberi sgusciati
  • aglio
  • rosmarino
  • mezza buatta di passata di pomodoro (4 cucchiai)
  • 2 filetti di acciuga o una manciata di capperi di Pantelleria
  • 1 litro di fumetto di pesce
  • crostini di pane secco
  • pepe (bianco)
  • sale q.b.

Per il fumetto di pesce:
  • del pesce
  • una cipolla infilzata con 3-4 chiodi di garofano
  • 2 carote
  • un gambo di sedano
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 litro e un quarto di acqua
  • alcuni chicchi di pepe

Preparazione:
  1. Mettete in una pentola capiente le verdure, il pesce e il pepe. Coprite di acqua e lasciata sul fuoco per un ora.
  2. Mettete i ceci (che avrete lasciato una notte in acqua con un po' di bicarbonato) in una pentola, assieme a uno spicchio d'aglio e un rametto di rosmarino. Caprite d'acqua, portate a ebollizione e lasciate sobbollire per 3/4 d'ora. Scolate e passate a setaccio.
  3. In una pentola capiente, fate sciogliere le acciughe in poco olio. Aggiungete i ceci e mescolate.
  4. Aggiungete la passata di pomodoro e mescolate bene. Finite col coprire il tutto con il fumetto.
  5. Portate a ebollizione un altra volta e, quando bolle, aggiungete i gamberi.
  6. Saggiate di sale e pepe e cuocete altri 10 minuti.
  7. Preparate dei crostini con del pane secco sfregati con dell'aglio. Riponeteli sul fondo del piatto e coprite dolcemente con la zuppetta. Servite prima che si raffreddi (alcuni amanti aggiungono olio a cruso, badate però che -se siete di questa scuola- non sia forte, che coprirebbe il suave sapore del pesce e del pepe bianco macinato di fresco).

venerdì, dicembre 15, 2006

Una zuppetta di gamberi e ceci (5)


Quella brava Nonna Papera. Sai quante torte avrà sfornato in tutti questi anni ai piedi della collina Scassamotori?
A proposito, credo che fosse Barks che diceva che Paperone de' Paperoni è un personaggio interessantissimo, molto più dinamico degli altri paperi.
Sarà pur vero, ma il fatto che abbia perso buona parte della sua umanità attraverso le prove a cui l'ha sottoposto la vita ne fa un personaggio più negativo che altro.


Zio Paperone! Ecco chi volevo invitare... tirchio com'è avrebbe accettato l'invito senza indugio! Ma probabilmente si presenterà da solo a pranzo appena saputo che il nipote è diretto a casa nostra.
Son daccordo con te, Paperone diventa "necessariamente" disumano per poter tener dietro al suo desiderio di ricchezza. E se per un verso il messaggio puo' piacermi, perchè insegnerebbe a quali aberrazioni della personalità porta la brama di ricchezze materiali, dall'altro mi preoccupa un po', perchè Paperone riesce sempre ad averla vinta nelle sue battaglie, suscitando spirito di emulazione nel lettore.


Paperone però ce l'ha sempre vinta perché è "uno bbuono"! Il terrore del Transvaal si faceva chiamare, non per niente...
È uno di quei personaggi per i quali non sai se parteggiare oppure no. Paperone è sicuramente dotato di una storia e di parecchio spessore, ma noi ci identifichiamo in Paperino, vero? Un decadente come noi!


Per molti versi direi di si. M'è rimasta impressa una vignetta in cui Paperino, sdraiato sull'amaca in giardino, legge un libro intitolato "L'arte dell'oziare", e in questo momento mi pare che anche noi stiamo oziando davanti ai fornelli, lasciandoci spingere invece che dal vento dai profumini che escono da quei tegami.
Pero' Paperino mi pare un po' troppo irascibile rispetto a noi. Vero pure che i nipotini sono insopportabili e saccenti...E poi povero Paperino, noi qui a "impegnarci" per non procreare anzitempo e lui si ritrova tre rompiscatole senza batter chiodo...

giovedì, dicembre 14, 2006

Una zuppetta di gamberi e ceci (4)


I Saggi sul Buddhismo Zen! La prossima volta che mi trovo in prossimità del tuo comodino li sostituisco con il Manuale delle Giovani Marmotte e vediamo che effetto fa.
Questo purè di ceci sembra che non veda l'ora congiungersi con i gamberetti e tutto il resto della zuppa!




Si, non fare troppo caso ai capperi che vedi: mi sembrava una buona idea, ma ci sto quasi per ripensare...

In genere i capperi mi piacciono, pero' li uso per i sughi o per i ripieni. Nella zuppa mi incuriosiscono, ma a te l'ultima parola!

Magari passati al setaccio come i ceci...
Comunque mo scaldo un po' di olio nella pentola grande, ci faccio sciogliere un paio di acciughe (senza dubbio meglio dei capperi), i ceci e la passata di pomodoro.
Mentre continuo la preparazione, mi dici chi abbiamo a pranzo oggi, oltre al comandante Cousteau? Mi dicevi l'altro giorno che volevi invitare Paperino: sei riuscito a sentirlo?


Paperino? Ma si, l'ho sentito, ha detto che aveva un po' da fare con Nonna Papera. Credo stessero raccogliendo cavolfiori. Pero' appena finito ci raggiungerà e ci portera' una fantastica ricetta della nonna!

mercoledì, dicembre 13, 2006

Una zuppetta di gamberi e ceci (3)


A me, Italo Calvino, malgrado numerosi e ripetuti tentativi, non è mai piaciuto. Lo so, lo so... Niente da fare. Mi mancano praticamente soltanto le Città Invisibili da esplorare, ma finora, a parte qualche Marcovaldo, Calvino non mi ha destato nessun interesse.

Difatti ricordo con agghiacciante terrore la forzata lettura del Cavaliere Rampante in terza media. Avevo appena letto Il Sergente nella Neve di Carlo Levi (autore che ho ritrovato con piacere anni più tardi) e il
libro di Calvino mi sembrava tanto insignificante, tanto ingenuo che all'esame di terza media lo feci una chiavica mentre tutti gli altri bambini dicevano -compiaciuti- che era "bellissimo".

Massi, mi metteresti a bollire quei ceci lì? (li ho messi in ammollo ieri sera)


Ecco fatto. Ceci sul fuoco.
Mia nonna li metteva ad ammollare con un po' di bicarbonato, come si fa, ma riscaldava appena un po' l'acqua. Giusto un minuto sul fuoco. Pare che avesse un effetto incredibile sulla tenerezza del cecio.
A me Calvino è sempre piaciuto, credo che riesca a giocare con il tempo e con lo spazio in maniera eccezionale. Ho letto il Barone Rampante (non era un semplice cavaliere) pochi anni fa e l'ho trovato bellissimo come i tuoi compagnelli di classe.
Ma nemmeno "Le Cosmicomiche" e "Ti con Zero"? Un uomo di scienza come te?


Vedi? Lo avevo involontariamente degradato! ;-)
Mi stai ponendo la domanda che mi pongono tutti: c'è sempre qualcosa da leggere che potrebbe piacermi dell'opera di Calvino. Però perché mi deve piacere a forza? Ci sono mille e mille altri autori da conoscere e che -per me- rappresenterebbero di più. Quindi perché fissarmi su di uno che, per di più, non mi trasmette nulla?

E mica ti ci devi fissare? Però ti deve piacere a forza! Calvino è bello e basta!
E' come quando dico che non mi piace GianMaria Testa, mi trattano come se volessi in questo modo provocare. Ma a me quello mi mette tristezza, che ci devo fare. E nulla mi trasmette. Però ho deciso che mi piace e basta, al prossimo che me lo chiede gli rispondo "certo che mi piace! a chi non piace! come può non piacere" e si evita tutta una discussione alla fine della quale ci faccio la parte di quello che a tutti i costi vuol sembrare anticonformista.
E tu che stai leggendo?


Nun me piace 'o presepe...
Devi sapere Massimiliano che ho due pile di lettura. Una a breve termine e una a lungo termine. I libri a breve termine sono quelli che leggo ora, subito, nel metro. A lungo termine invece sono quelli che stanno sul comodino da più di un anno e che consulto più che leggere. Uno di questi sono i saggi sul buddhismo che mi hai prestato tempo addietro (non ti preoccupare, uno di questi anni te li restituisco).
Ora che i ceci sono cotti, li riduci a purè mentre sguscio i gamberetti?

martedì, dicembre 12, 2006

Una zuppetta di gamberi e ceci (2)

Ho visto quel film, ma a dire il vero non m'è piaciuto molto. Sicuramente si tratta di una forma di ironia e humor originale, ma decisamente non è il mio genere.
A proposito di nonni e di vini... mi hai fatto tornare in mente quando a pranzo, ad Avignone, tuo nonno e tuo padre facevano a gara a chi mi faceva assaggiare più vini tentando di darmi indicazioni sulla provenienza ed altre dritte. All'inizio riuscivo a capirci qualcosa, ma dopo un po' la mia testa cominciava a fermentare come un tino pieno di mosto. E poi iniziavano le barzellette sul Belgio e sui Belgi! Il mio stentatissimo francese mi permetteva solo di capire quando dovevo ridere per non far brutta figura.
In genere aspettavo che dicesse la parola "patate", ridevo (e non era difficile dopo tutto quello che mi avevano fatto bere e mangiare) e ci facevo anche discreta figura. O forse cosi' volevano farmi credere...
M'è venuta voglia di un pastis! Tre parti d'acqua ed una di Ricard!
Ma fammi ficcare il naso nel tegame che vedo sul fuoco...



Si tratta del brodo che sto facendo col pesce. Ieri, come al solito sono andato al mercato ed ho comprato un po' di cose: una coda di rospo bella grande, del salmone e i gamberetti per oggi.
Quando il signor Miguel mi ha sfilettato la coda di rospo (la farò alla griglia con alcune spezie indiane, giusto per vedere cosa ne esce), mi ha detto di conservarne la spina centrale per farne fideuá (qui a Barcellona non si fa la paella col riso bensì con un tipo di pastina -i fideos- e il risultato si chiama appunto fideuá). Unita ai resti del salmone e a qualche verdura (carote, prezzemolo, cipolla), la spina di coda di rospo ci tirerà fuori un brodo migliore di qualsiasi intruglio artificiale!

Ultimamente a casa, in mancanza di pastis e in piena moda mediorientale, ci stiamo dando all'arak libanese o al raki turco. Però non è stagione di pastis...
Ti ricordi quegli interminabili pomeriggi d'estate a sorseggiare pastis sul divano di Hyères?


E come posso dimenticarmene ... che dolce far niente.
Sai cosa ho cominciato a leggere? Uno di quei libri che in genere ti rifilano a scuola da piccolo. A me non l'hanno mai rifilato... Il Cavaliere Inesistente di Italo Calvino.
L'hai letto?

lunedì, dicembre 11, 2006

Una zuppetta di gamberi e ceci (1)

Buongiorno Massimiliano.
Inizia a fare freschetto... Ci vorrebbe qualcosa di caldo che ci arripigli, tu che dici?

Stavo pensando a un brodino, anzi: una zuppetta. Una zuppetta di gamberi e ceci.


Bravo, bravo. Dopo i bagordi di ieri sera l'idea di una zuppetta mi piace.
Ci aiuterà a riprenderci da quei pessimi cocktail che ci hanno rifilato.
Anzi, a tal proposito, tu credi nella teoria che il giorno dopo una pessima sbornia il cosiddetto "richiamino alcolico" possa aiutare?
Insomma, stappo una birretta anche per te?
E sempre a proposito di leggende metropolitane, vedo che qualcuno ha infilato un cucchiaino nel collo della bottiglia di birra. Ma 'sta cosa funziona veramente?
È da tanto che me lo chiedo e un po' di tempo fa trovai una teoria secondo la quale le particelle di anidride carbonica, mentre cercano la loro via di fuga attraverso il foro, incontrano il freddo cucchiaino (funziona dunque solo in frigorifero!) e contraendosi per l'abbassamento di temperatura diventano più dense e cascano di nuovo nella bottiglia.
Quindi il cerbero metallico avrebbe un seppur minimo effetto nel conservare le bevande frizzanti.
Ma qualcuno piu' saggio ancora mi ha consigliato di finirmi la bottiglia una volta aperta invece di abbandonarmi a stupidi espedienti.


Saggia persona! Ma stamattina ti sei svegliato pieno di domande? Si può sapere che cose ti hanno rifilato ieri sera?
Se possibile, invece della birra mi verseresti un po' di quel Fiano di Avellino che ho visto in cantina?
La tecnica della forchetta l'ho sentita anche io (e usata in passato) e sembrava funzionasse (autosuggestione?). Spiegavo il fatto dicendo che il metallo reagiva con l'ossigeno dell'aria prima che questi entrasse nella bottiglia e quindi rovinasse il liquido all'interno.
Però, per conservare la birra non c'è nulla di meglio della schiuma della birra stessa. Preserva il liquido dall'aria e quindi dall'ossidazione (il sapore si rovina) e dalla "perdita di bollicine". Mi fanno ridere coloro che si versano la birra facendo attenzione a non fare schiuma! E poi, sai cosa si dice a Modena? Bere schiuma rende furbi!


E dunque invece di pane e volpe, come mi dicevano da bimbo, tu suggeriresti birra e schiuma?
Approvo sicuramente, sia perchè mi piace la birra con la schiuma, sia perchè non saprei come preparare la volpe.
Forse con un contorno di uva, ma quelle sono altre storie.
E a proposito di zuppe e ricordi di bimbo, io oggi ho invitato a pranzo il grande Jacques-Yves Cousteau, che mi ha fatto sognare con i suoi viaggi sulla Calypso.
Sai che lui usava mettere del vino rosso nel piatto della zuppa? Qualche volta ci ho provato anche io per spirito di emulazione e devo dire che la cosa non mi ha esaltato più di tanto.
Invece ci preferisco del pepe bianco. Tu che dici? sarò adatto anche per il nostro piatto di oggi?


Credo fosse il mio bisnonno materno che metteva vino nella zuppa. Oddio! credo mettesse vino quasi ovunque. Produceva un vino acidissimo dalle parti di Rive-de-Gier, una valle tra Lione e St.Etienne. Lo produceva tutto da solo, andava a coltivare i campi in collina dopo una giornata passata in miniera. Impossibile dirgli che era veramente tremendo, dopo tutta la fatica e l'amore messoci! Quindi i parenti bevevano aggrappandosi al tavolo e gli facevano i complimenti.


Il pepe bianco lo metto spesso nel pesce, perché si sposa meglio del pepe nero, essendo meno agressivo e più profumato. Quindi non temere: lo useremo anche oggi. Il pepe macinato di fresco caccia fuori un profumo veramente piacevole, quasi un incanto. Pensando a Cousteau, dovresti sentire Seu Jorge: è un artista brasiliano che ha partecipato al film Life Acquatic (parodia dei viaggi della Calypso), suonando canzoni di David Bowie alla chitarra acustica e in portoghese.