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sabato, maggio 12, 2007

Il sushi (6)

A me? a te!
Buon noncompleanno a te!


A me? a te!

a te! a me!
buon non compleanno a te!


E' tardi è tardi è tardi è tardi!
Finisci di preparare il sushi!
Alex, ma hai appuntato tu questa scritta sull'etichetta di questa Falanghina?
C'è scritto "BEVIMI"
E noi ce la beviamo...


Si, ma solo a patto che prima tu esca da dietro allo specchio!
(ma poi mica l'avevo scritta io quella cosa...)


glu glu glu glu glu glu glu glu ...


Ingredienti:
  • Un trancio di salmone,
  • un trancio di tonno,
  • 4 gamberoni
  • 500 grammi di riso (l'ideale sarebbe il riso giapponese, ma anche il riso Roma che trovate in ogni supermercato va benissimo)
  • mezzo bicchiere di aceto di riso (quello giapponese è trasparente e costa di più di quello cinese, che è ambrato e vi fa il riso viola
  • un cucchiaio di zucchero
  • un pizzico di sale
  • wasabi
  • alga nori
  • salsa di soia
  • 2 carote
  • 1 avocado
  • 1 cetriolo

Preparazione del riso:
  1. Mettete il riso in ammollo per un'ora, rimestandolo e cambiando l'acqua spesso finché non risulta euristicamente trasparente;

  2. preparate l'intingolo con l'aceto, lo zucchero, il sale e dell'acqua (circa la stessa quantità dell'aceto)

  3. Ora ponete il riso (scolato) in una pentola e copritelo di acqua (circa un quinto della quantità del riso: lo so che sembra matematico, ma la cucina è una scienza esatta, quindi, se avete 1kg di riso = 1000g di riso, dovete mettere 1,2l d'acqua = 1200 ml di acqua. Chiaro?)

  4. Accendete il fuoco fino a che l'acqua non bolle, lasciata sobbollire un paio di minuti e poi spegnete il fuoco e coprite con un coperchio (che non dovete toccare PER NESSUNA RAGIONE PER I PROSSIMI 20 mn)

  5. Se toccate il coperchio e lasciate fuoriuscire il vapore, la lucertola Wati-kutjara viene e vi rosica le dita dei piedi;

  6. Se tutto è andato bene, ora il riso è un colloso e totalmente asciutto e caldo. Mettetelo in una insalatiera di legno e rimestate con una cucchiara con un gesto simile al tagliare per 3 minuti;

  7. Traslate il riso in un'altra insalatiera, aggiungete lo sushi-zu e continuate a mischiare finché il liquido non è ben assorbito.

Preparazione del maki-sushi:
  1. Tagliate il pesce a strisce lunghe quanto la sfoglia di alga, tagliate carote a strisce sottili e mettetele a cuocere (al vapore o bollite), tagliate anche il resto delle verdure a strisce;

  2. stendete uno strato di riso sull'alga nori, metteteci il pesce e un paio di strisce di verdure (si può anche mettere una frittata sottile sottile);

  3. arrotolate e tagliate il cilindro in cilindretti;

  4. mangiate il maki-sushi intingendolo nella salsa di soia mescolata con una piccola quantita di wasabi. Se avete anche zenzero giapponese marinato (quello rosa), mettetelo assieme che è una squisitezza!

venerdì, maggio 11, 2007

Il sushi (5)

Alex, eccomi ... auff ... scusa se ci ho messo tutto questo tempo, ma mi sono fatto la doccia e mentre mi asciugavo ho visto qualcosa muoversi dietro lo specchio.
Allora ho provato istintivamente a toccare quel qualcosa e insomma ... mi sono trovato dall'altra parte dello specchio!
Alex ... in questa casa succedono cose strane da quando abbiamo mangiato la coda di canguro.
Tu sei sicuro che fosse commestibile?


Ma siii... A volte il cibo è costituito dalla materia della quale sono fatti i sogni, ma ciò non intacca la realtà delle cose.
Per gli australiani, in particolare, ci sono due realtà.

..."realtà", che parola strana...

Dicevo che c'è l'attività quotidiana, reale, e quella del Sogno, ancora più reale perché fondata su un ciclo eterno di cose che sono state e che saranno.
Come questo sushi che sto tagliando: chi ti dice che il tonno che c'è dentro adesso non stia sognando di bagnare l'alga che lo avvolge?
ehm.. mi rendo conto che forse questo sogno australiano ha serie ripercussioni sulla nostra maniera di vedere il mondo.


Ummm ... dunque potremmo trovarci in un sogno ... ummm come in matrix
E la coda di canguro potrebbe aver avuto l'effetto dei pilloloni che Morfeus propinava a Neo ...
Be', allora mi permetterai di invitare Lewis Carrol a pranzo?
A proposito! Oggi è il tuo noncompleanno!!!
Buon noncompleanno!!!

giovedì, maggio 10, 2007

Il sushi (4)

Gulp!
Pericolosissimo! Non ne hai idea! Quella carpa è spaventosa!
Ma prima o poi ... aaaabboccheraaaa' !!!
Meno male che c'è il signor Miguel che pensa a noi.
Ecco qua, mi ha assicurato che è tutto freschissimo.
Uff... mi vado a cambiare che sono fradicio...

Nel frattempo mettiamo mano (NdT: incominciamo).
Il riso. Il riso è molto importante.
Una volta cotto (non cotto del tutto, ma quasi cotto), il riso va mescolato con un intingolo chiamato "sushi-zu" fatto con aceto di riso, zucchero e sale e poi raffreddato in un recipiente di legno.
Poi si stende il riso sull'alga nori, si mettono pezzi di pesce sopra, e verdure varie (carote, avocado, cetrioli) e si arrotola.


Ecco, una volta arrotolato, viene fuori un bel cilindro con l'alga fuori e il riso dentro e -per dentro al riso- pesce e verdure varie...
Il sushi, dovete sapere, non ha sempre avuto questa forma. Ha subito varie evoluzioni durante le sua lunga storia (viene nominato in un trattato del secondo secolo e si pensa che fu poi introdotto in Giappone da Kibi no Makibi assieme alle altre arti cinesi del periodo T'ang), dalla forma antica, il nare-sushi, a base di pesce fermentato, alle forme attuali che sono il sushi di Osaka, il kansai-sushi, e il sushi di Tokyo (che poi è quello a cui siamo abituati noi), il nigiri-sushi.
Non ho mai provato il nare-sushi (carpa fermentata con riso) che ancora si produce nella prefettura di Shiga, ma sicuramente avrà un sapore del tutto diverso dalla freschezza alla quale siamo associamo il sushi. Però oggi abbiamo appreso che è meglio stare alla larga dalle carpe, in particolare da quelle giganti giapponesi.

mercoledì, maggio 09, 2007

Il sushi (3)

Il sushi!!! Il mio cibo preferito! La prima volta che l'ho mangiato era a Parigi in un posto che si chiamava Wasabi, proprio come la salsina verde superpiccante.
Scendo subito a prendere il pesce!
Dov'è la canna? E le lenze?
Ecco qui, il cappello di paglia in testa e via!
Vado, pesco e torno !
Ciaoooooo!
Saampeeeeiiii sampeeeiii!!!!

SLAM!

ehm... sono interdetto.
Si dice sempre che troppa televisione fa male, però non credevo fino a questo punto.
DRRIIINNNN
Pronto? Si? Ah, certo signora carpa gigante di Hamamatsu, quel villano la infastidisce?
No, non lo affoghi. Piuttosto venga a pranzo da noi. Facciamo del sushi, si.
Ah. Va bene. Scusi. CLACK.

Mo chiamo Massi prima che si metta nei guai...

Massi!! MASSI MI SENTI?!?!
Guarda, poco fa ero al telefono con la carpa gigante di Hamamatsu. Dice che stai pescando nel sul lago maledetto, è vero?
Dice anche che la infastidisci?
ehh??! ti sento male....
Ah! già lo sai?
Ecco, fai il bravo, torna a casa.
No, non fa nulla: meglio bagnato fradicio che affogato dai Kappa.
Si... se l'è proprio presa a male.
il dio Ebisu, foto di Searobin
No, senti, tu torna a casa che è meglio. Magari prima fermati dal signor Miguel e compra del pesce freschissimo. Ecco, bravo.
A presto, ciao!

martedì, maggio 08, 2007

Il sushi (2)

Uah, Massi, svegliarsi con le sigle dei cartoni animati è un'esperienza allucinante!
Adesso avrò il giappone in testa per tutto il giorno... Perché non ci vediamo qualche puntata di Hikaru no Go?

Dai dai! Ancora non l'ho mai visto! Facciamo un bel pranzo davanti alla televisione.
Invitiamo un po' di gente, mettiamo il tavolino davanti al divano e passiamo la domenica a guardare manga e a mangiucchiare qualcosa.
Chesso', popcorn, patatine?


Naaaaahhh, m'è venuta una voglia di Giappone....
Facciamoci del sushi! lo mangiamo così, davanti alla tele, azzuppando nella salsa di soja e wasabi.
Dai! Vai a recuperare del pesce che preparo tutto in cucina.


lunedì, maggio 07, 2007

Il sushi (1)

Pescatore grandi orecchie a sventola,
sorriso di sole Sampei...

Ma che sara', pesce cane spada che sara',
e' questioni di momenti, abbocchera'.

Amica tua, una canna fatta di magia,
e quell'amo, una calamita,
impossibile cambiare strada.

OOOOOh, Sampei! Giramondo come i marinai, quanti mari vedrai !!!

Sampei - Sampei

E la barca va, la barca scivola,
con te dietro ai sogni che fai!

Sampei - Sampei

13 anni adeschi l'impossibile,
perche' l'incredibile sei!

Abbocchera', una vecchia scarpa non sara',
il salmone piu' gigante del Canada.

No, non sara', la fortuna che ti manchera',
e un cappello giallo in testa,
sotto il sole sotto la tempesta!

OOOOOh, Sampei! Giramondo come i marinai, quanti mari vedrai !!!

Sampei - Sampei

Dal Giappone al centro dell'America,
ormai imbattibile vai!

Sampei - Sampei

Che non perdi quasi mai la bussola,
un lupo di mare Sampei!


Sampei - Sampei

Tu che miracoli fai!
Sampei

Sampei!
Tu che campione che sei!

Sampei, Sampei

Tu che miracoli fai!

Sampei Sampei

Tu che campione che sei!


sabato, marzo 03, 2007

Una fideuá (6)

Giro giro giro...

Rimesta bene, mi raccomando! Ci siamo quasi...
Ecco, a tavola!


Prima di mangiare, con altri 4 amici che verranno: abbiamo lasciato la porta aperta ed aspettiamo chiunque voglia varcarla, attratto dal profumo dello zafferano iraniano che fa l'amore con la seppia e la pasta; prima di mangiare vorrei leggere qualche riga di Jean-Claude Izzo. Un po' come una preghiera laica al mar Mediterraneo di cui parlavamo a prima mattina.

Qui non pensiamo. Dopo. Soltanto dopo pensiamo a tutte le ore della vita nelle quali avremmo dovuto imparare, e a quelle nelle quali avremmo dovuto dimenticare. Certo, è raro che un'intera vita possa trascorrere così, nella contemplazione. "Il nomade", scrive Jean Grenier, "considera l'oasi la terra promessa e la sua vita è un alternarsi di faticosi vagabondaggi e ristori. L'oasi per lui è la città."
Ho viaggiato così. Di oasi in oasi. Da Tangeri a Istambul, da Marsiglia ad Alessandria, da Napoli a Barcellona. E ognuna di queste città, con le sue stradine strette, tortuose, pullulanti di gente, mi ha offerto i suoi colori, i suoi frutti, i suoi fiori, i gesti dei suoi uomini e lo sguardo delle sue donne. Fino a che, un giorno, io potessi dichiarare come unica verità fondamentale: sì, amo queste città mediterranee nelle quali ci si sente come trasportati.


Buon appetito Massi e...

...rutto libero per tutti!!!




Ingredienti:
  • 500g di fideos piccoli (cabello de ángel)
  • mezza cipolla
  • un dente di aglio
  • 1 peperone verde
  • 1 peperone rojo
  • 2 pomodori maturi
  • una seppia grande (o un paio di calamari)
  • 1/4 kg di gamberetti
  • da 4 a 7 cicale o gramberi
  • 1 o 2 coda di rospo piccola (con la testa, il fegato e tutto)
  • Brodo di pesce (con le teste della coda di rospo, una carota, i gusci dei gamberi ,...)
  • Sale, pepe, zefferano, aneto, olio di oliva e una foglia d'alloro.


Preparazione
  1. Fare un soffritto di cipolla e quando iniziano ad ammorbidirsi, aggiungere i peperoni tagliati a strisce.

  2. Tagliare la seppia a pezzi e metterla in padella, rigirandola fino a che inizi a dorarsi un poco (un poco ho detto!). A questo punto aggiungere i pomodori freschi a cubetti e l'aglio tagliato fino fino.

  3. Dopo un po', aggiungere il brodo di pesce e lasciare cuocere a fuoco lento fintanto che la seppia non sia tenera (l'appizzate con una forchetta, se ritorna nella padella dalla quale viene, ci siamo). È a questo punto che dovete buttare una foglia d'alloro nel tutto.

  4. A parte girare i fideos in una padella con un poco di olio. Metteteli a poco a poco sennò si riempie la padella con una montagna di pasta e non ne uscite più.

  5. In contemporanea, aggiungere il pesce e i gamberetti nel brodo. Provare di sale. Aggiungere l'aneto e il pepe.

  6. Dopo pochi minuti, aggiungere i fideos nella pentola e rigirare. Dopo circa 3 minuti (metà cottura), ritirare la foglia d'alloro e aggiungere lo zafferano. Rigirate mentre la pasta assorbe il brodo e se il liquido inizia a mancare, aggiungete altro brodo o acqua calda per evitare che azzecchi e affinché i fideos si cuociano. In altri 4-5 minuti sarà pronto.

venerdì, marzo 02, 2007

Una fideuá (5)


Ecco.

Bene, mo che il tutto sta cuocendo nel brodo di pesce, rigiriamo per 3-4 minuti los fideos nell'olio caldo in una padella, così.
Ogni pezzo di pasta deve separarsi dall'altro. Muovilo con la cucchiara.


La cucchiara... mi ricorda Carmeniello a casa di Mara... ma lasciamo perdere che è meglio.
Giro giro giro, come la besciamella che la mamma mi raccomandava di girare sempre nello stesso verso "senno' si fanno i grumi!".
Giro giro giro, come il tappo delle medicine prima che ti accorgi che devi premere.
Giro giro giro, come quando bisogna piantare l'ombrellone nella sabbia e per fare il buco si gira l'asta.
Giro giro giro, come quando sei contento e balli e giri, giri, poi ti fermi e gira, gira tutto il resto.
Giro giro giro...
Ahem, forse megli che smetto, mi sta venendo mal di mare.
dici che può bastare così?


Jà, basta così: mettiamo tutto assieme.
Tho, Massi, gira la pasta mentre metto le spezie.
E fai attenzione a che non azzecchi!!

giovedì, marzo 01, 2007

Una fideuá (4)


Già, con il caffè e con il ragù... Ti ricordi il ragù che provammo a preparare a casa mia vero?
Ogni tanto c'è ancora qualcuno che me ne parla in giro.
Ma prima o poi verrà il giorno della vendetta!
Mangeranno un ragù talmente buono che dovranno chiedere scusa in ginocchio!
Voglio vedere dei lacrimoni scorrere dalle loro guance mentre implorano:
"Ancora un po'! Ti prego! Solo una forchettata! Solo un po' di sugo sul pane!"
Quando anche i nani avranno l'ombra lunga, allora sarà giunta l'ora del tramonto!!!

Umm... m'è scappata la mano... Oltretutto ogni volta che cito questa frase poi mi chiedo cosa significhi.
Tu ne hai idea?


Perché parli di quel ragù con tanta insistenza?
Non ti è bastata la figura di merda?
Credi esorcizzarla così facendo?
Profilo basso Massi, profilo basso...
Tho metti i pezzi di seppia nel soffritto. Nel frattempo filtro il brodo.

mercoledì, febbraio 28, 2007

Una fideuá (3)



A proposito di paella, un amico spagnolo mi raccontò di quanto è complicato farne una come si deve. Mi diceva che la paella va cucinata a varie
temperature e non deve essere mai girata. La parte a contatto con la pentola si deve bruciare e va servita tagliata praticamente a fette insieme alla paella che in superficie si è mantenuta piu' umida.
Tu ne sai qualcosa? Perche' se così fosse potrei dire di non aver mai mangiato una paella vera... e in tal caso bisognerebbe rimediare...



Si potrebbe fare.

Una volta mangiai una paella dalle parti di Tarragona fatta a fuoco a legna.
Di queste tecniche (e le bestemmie per usare una padella e non una paellera sui fornelli piccoli) me ne parlarono due amiche valenciane a... Trento.
Gli spagnoli sono pignoli con la paella come lo siamo noi con il caffé.

martedì, febbraio 27, 2007

Una fideuá (2)


Sai che Giardino non m'è mai piaciuto abbastanza? Non so perche', ma i suoi disegni non mi coinvolgono.

Invece sono grandiosi. Le scende preparate come una fotografia, ma con il realismo di un'istantanea.
Per non parlare dell'umanità (o disumanità in certi casi) dei personaggi. Pensa a Max Friedman: eroe senza volerlo, un uomo tranquillo in fondo che però ha il suo punto debole nella figlia piccolina. Hai ragione a dire che non ti è mai piaciuto abbastanza!


Ma tornando al nostro pranzo... dov'è che hai comprato questi fideos?

In Catalogna si trovano quasi ovunque. Se vuoi te ne mando un pacco a Roma, ma credo che si trovi qualcosa di simile: pastina fina per il brodo, come spaghettini tagliati corti.
Taglio i peperoni mentre tu metti su il soffritto...

Peperoni

lunedì, febbraio 26, 2007

Una fideuá (1)

Yuppi! Stamattina mi sono svegliato presto e sono andato a vedere una bella mostra di fotografia.
Di Centelles, la "gloria catalana" durante la guerra civile.
Se pensi che in quel periodo, in Catalogna c'erano, fianco a fianco, personaggi del calibro di Orwell, Capa, Don Pasos, Centelles, Hemingway, Garcia Lorca, ... Tutti a lottare contro il fascismo!
Nelle foto di oggi ho ritrovato i disegni di Vittorio Giardino (No pasarán) e anche una sofferenza che ci è famliare e vicina. Le foto dei bambini morti sotto le bombe a Lleida, massacrati dalla Legione Cóndor, e allineati lungo la strada una volta tirati fuori dalle macerie, sono molto simili a quelle viste recentemente della guerra Irsaelo-Libanese. Giusto sull'altra riva del Mediterraneo. Volti simili, cultura vicina, stesso mare e uguale disperazione.


(c) Agustí Centelles - Lleida 1937

Un po' per celebrare questo mar Mediterraneo che è il nostro, faremo una fideuá.
È un po' come la paella, però con una pasta corta e sottile, i fideos appunto.



La guerra è uguale dovunque. Ci si illude che quelle scene di terrore e di sofferenza possano appartenere solo a luoghi lontani dai nostri, con una cultura diversa.
Questa distanza apparente credo serva come giustificazione morale alla distanza che si prende da quelle scene di inferno.
Nessuno si sente mai abbastanza colpevole.
Come diceva De Andrè? "Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti".
L'altra riva del Mediterraneo era paradossalmente più vicina quando si viaggiava con le navi a vela che adesso che ci si arriva in pochissime ore ...

Questa foto che mi stai mostrando dal catalogo di Centelles mi fa venire i brividi.
Tecnicamente perfetta, i soggetti sono dove devono essere in una foto, i bianchi e i neri sono tutti lì.
Ed emozionalmente potentissima... quella donna pare che stia soffrendo così tanto da non riuscire nemmeno ad urlare.
A quest'ora della mattina poi l'impatto è ancora piu' forte...


Si, è quella che mi ha colpito di più di tutta la mostra. Mi veniva da piangere... e sono dovuto andar via.

sabato, febbraio 10, 2007

Linguine al nero di seppia (5 e 6)

Gia, gia... i pomodorini... dove li avevo messi...
L'haggis !!! Che mangiata domenica scorsa !
Sti spaghetti stanno venendo proprio belli devo dire...
Ci starebbe bene un tocco di colore.
Gia gia !!! I pomodorini ! Ma dove sono i pomodorini ?
Quelli secchi ... devo averli lasciati nella credenza.
Buoni i pomodorini secchi... umm ... mumble ...
C'è qualcosa che mi sfugge.
Qui nella credenza non li trovo, eppure...
Ma aspetta un secondo... controllo una cosa...
...
AAAAAAAARRRRRRGGGHHHHHHH!!!!
Alex !!! Stanotte !!! Quando siamo tornati !!!
La fame !!! Il sonno !!! I bagordi !!! Ecco cosa mi sfuggiva !!!

Ahem ... confesso ... ecco le prove: il barattolo vuoto.
Il senso di colpa mi aveva fatto rimuovere il ricordo...


Fammi capire: ti sei mangiati i pomodorini crudi questa notte???

ahem... io adoro i pomodori crudi
cioe'... crudi... con pane e olio li ho mangiati
e se non ricordo male erano anche molto buoni


aspetta, che mi siedo... crudi, in barattolo?

be' no
ho aperto il barattolo
fammi guardare nel secchio... ecco il corpo del reato ...
il barattolo vuoto!!
ci possiamo fare un bel portapenne...


Gesú Gesú Gesú
nel "secchio"?
corpo del reato?
No, non voglio sapere più niente.
Senti, piuttosto metti la tavola, che abbiamo ospiti...


metto a tavola il corpo del reato?

no, metti a tavola....
lascia stare.


ahem... sono dispiaciuto
ma in fondo a me non piacevano i pomodorini col nero di seppia ... ricordi il pappone?


il pappone, quelle pellicine, i semini...
a proposito, visto che tu mangi semini, sai che c'è un grande cuoco di cui non ricordo il nome, che ha fatto un piatto di soli semi di frutta e verdure?


yumm... buoni!!

no, non buoni: ricordi? fanno pappone!.

cioé stanotte erano buoni
gia' gia' !!! meno male che li ho mangiati!


i semini?

tutto!
la fame è fame
ma il portapenne l'ho risparmiato

basta, ho esaurito le mie lacrime di coccodrillo



e poi stanno suonando alla porta!


oddio! e chi sarà?

Montalbano!!!!
al citofono ha detto "Montalbano sono!"
come sbagliarsi?


eh eh
aspetta, sento una carrozza...


carrozza? cenerentola?

io avevo invitato l'asinello di Gesù Bambino: sarà venuto portandosi dietro il lavoro (adesso porta in giro turisti per Roma, fuori dalle feste).
ma il bue credo che abbia un'altra occupazione adesso; lavora come logo di una squadra di baseball..


Capisco, come gli zampognari
che lavoro buffo, un tempo i bovi si limitavano a tirar l'aratro
tsk tsk zampe rubate all'agricoltura
oggigiorno il giogo non vuole portarlo più nessun nessuno


si, più o meno come gli zampognari....
ja, servi l'aperitivo mentre aggiungo in nero alla seppia e scolo le linguine... e poi direi "A tavola!"


Benvenuti !!! E rutto libero a tutti!!! ... beh ... si ... anche all'asinello (l'altra settimana Carla Bruni m'ha stupito con le sue emissioni...)

appunto.





Ingredienti:
  • 2 seppie con intatta la sacca del nero
  • 1 scalogno
  • 1 gambo di sedano
  • 1 bicchiere abbondante di vino bianco
  • olio extra vergine d'oliva
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale, pepe e noce moscata q.b.
  • 500 g. di linguine
  • 5-6 pomodorini, se ne avete


Preparazione:
  1. Fate un trito con lo scalogno, il sedano e 1/3 del prezzemolo (magari solo i gambi, che "danno" molto odore) e unitelo a l'olio in una padella. Aggiungete quindi le seppie tagliate (ma di cui avete conservato con cura e separatamente la sacca del nero), pomodorini e un pizzico di noce moscata.
  2. Quando il trito inizia a imbiondire (e il prezzemolo ad arognarsi e la seppia a intostarsi come una quattordicenne che fa la pereta con le amiche), sciogliete gli zuccheri con il vino bianco (nel senso: buttateci dentro il vino bianco), mescolate un po' e poi coprite (bisogna stufare un po' il tutto per portare a cottura).
  3. Passato un quarto d'ora-venti minuti, controllate la cottura della seppia (che non deve essere troppo tosta e nemmanco molla: "I manuali dicono che il polipo, il calamaro, la seppia et similia sono cotti quando appizzandoli colla forchetta questi se ne cadono nella padella da dove sono venuti"), correggete di sale (non troppo, ce ne sarà nell'acqua della pasta) e di pepe (bianco di preferenza). A fine cottura, aggiungete quello che resta del prezzemolo.
  4. Mettete l'acqua delle linguine sul fuoco e cuocete la pasta come vuole tradizione.
  5. A pasta cotta e scolante, aggiungete il nero nella padella, mescolate con cura e poi ammischiate il tutto con le linguine.
  6. E' fatta, non resta che servire, magari decorando il piatto con un paio di tentacoli o un ciuffetto di prezzemolo o una spolverata di spezie sul bordo (come vuole la tendenza).

giovedì, febbraio 08, 2007

Linguine al nero di seppia (4)

Ora ce li mettiamo...


Ieri sera ho visto quel film sulla morte di Diana. The Queen.
A molti è piaciuto, però l'ho trovato piatto... cioé girato bene e tutto, peròquesti personaggi senza emozioni forti, tutti anti-eroi da sala da té, mi hanno fatto venire un'apatia...


Non è che ti stai apatendo dopo il tuo soggiorno inglese?Elisabeth II

Tu dici: trasformarmi come loro??
Manco per ischerzo!
Nooo... forse la ragione del mio recente viaggio oltremanica per comprarti l'haggis sta proprio nel fatto che non mi comporto da britannico!


Ora li vado a prendere questi pomodorini?

Hai ragione! vai a cercare i pomodorini ora, è tempo di schiacciarli e metterli a soffriggere un poco.
Sempre per piacere, Massi, mai per comando!

mercoledì, febbraio 07, 2007

Linguine al nero di seppia (3)

Ma saltando di palo in frasca... a parlare di cowboy m'è venuta voglia di una bistecca alla fiorentina...
Forse avrò fatto una involontaria associazione di idee tra loro e i butteri della maremma
Qual'è secondo te il modo migliore per prepararla?
Qualcuno mi spiegava che la frollatura avviene in frigoriferi a temperature diverse...
Tu ne sai qualcosa?
Anche sulla preparazione della fiorentina la gente litiga! I miei amici di Firenze non sono mai daccordo tra loro...


Beh, io so che gli Unni facevano frollare la carne lasciandola tra sella e cavallo. Dopo un giorno di cavalcata, la carne era pronta (e puzzolente!).

Massi, hai preparato il soffritto?

Scalogno e sedano faranno la salsa ontuosa, un vero piacere. Diciamo che il trito va unito all'olio e colorarsi. Quindi cuocere ma non troppo nel senso che non deve friggere come se fosse un crocché, però neanche bruciarsi tutto e viene la pasta troppo asciutta; diciamo che il trito deve assorbire l'olio e ne deve avanzare pure, ma con calma. Ecco, verifica che nulla si bruci mentre taglio a striscioline le seppie.


I pomodorini?

martedì, febbraio 06, 2007

Linguine al nero di seppia (2)


Umm ... io il pomodoro lo metterei ovunque ...
E il signor Miguel come la pensa sul punto ?
Comunque ti ricordo che non è stagione di pomodorini!


I pomodorini si possono seccare.
Il signor Miguel proponeva di aggiungere "il succo" della seppia. Verosimilmente si tratta di una sacca compresa tra le interiora (viene anche chiamata "melania") con una sostanza arancione dentro. Questo dá un sapore un po' amaro e lui me lo consigliava vivamente. Però la mia idea era di mettere i pomodorini a rosolare, la cui pelle caccia un po' di acido, molto più lieve di quello proveniente da questa sacca (che personalmente trovo acre).
Ma -giusto per essere polemico- mi ricordo bene che tu dicesti: " ...comunque io il pomodorino col nero di seppia l'eviterei
userei pochissimo olio per il soffritto, per lasciare il sapore del pesce piu' naturale possibile: quello gia' il nero di seppia è un inguacchio, se ci metti pure la pummarola rischi di trovarti il pappone.
Il "pappone" non lo voglio fare, giusto dare un poco di vellutato e un tocco acido al composto. Altrimenti viene troppo dolce.


Ti sembro una persona ferma nelle mie decisioni? E poi in cucina non ci sono regole assolute. L'idea del pomodorino secco comunque mi piace molto. Così non butta fuori troppa acqua ed il pappone è evitato.
Mi hai fatto ricordare una scena di un western di Sergio Leone in cui Cleant Eastwood passandosi il sigaro da una parte all'altra della bocca dice qualcosa del tipo: "Decido io quando cambiare idea!"


Ma nel far west si mangiavano solo fagioli se non mi sbaglio.
I nostri spaghetti al nero di seppia se li sognavano.

lunedì, febbraio 05, 2007

Linguine al nero di seppia (1)

Seppia pronta per essere cucinata

Marò Massi, non si può parlare di cucina con gli amici! Ognuno deve dire la sua e hai la sensazione che quello che fai ha sempre qualcosa di sbagliato!
Ti ricordi la faccenda delle linguine al nero di seppia??



Mi ricordo mi ricordo... quando si parla di cucina ognuno pensa che c'è almeno una cosa che tu fai che non va assolutamente fatta ed una che non fai che va assolutamente fatta.
Filosofeggiare sulla cucina non funziona. Lo si deve fare col piatto davanti e mentre si mangia.
Filosofeggiare in cucina invece si. Quello mi piace!



...ed è quello che facciamo noi, no?
Altrimenti è come discutere di politica zulú: magari ci interessa, ma solo a livello teorico visto che non ci tocca da vicino.


Proprio! Ma gli zulù che forma di governo hanno?
A proposito di linguine al nero di seppia. Mi hai fatto venir voglia. Perchè non ne prepariamo un piatto per il pranzo di oggi?
E invitiamo anche il commissario Montalbano. Credo che ne sarà contento!


Sicuramente!
Culo vuole che proprio ieri il signor Miguel ci aveva messo da parte queste due belle seppione, pulite e tutto (con la sacca dell'inchiostro conservata con cura).
Una della ragione delle polemica di allora, era sull'uso del pomodoro. Del pomodorino, per la precisione.
Al mercato, ieri, si è scatenato di nuovo un putiferio al banco del pesce proprio per questa questione...

sabato, dicembre 23, 2006

Due pagri al forno (6)


Tho, mo che è pronto il "letto di patate incipollate", ci metto qualche fetta di pomodoro per colorare il tutto.
Il resto della ricetta sta in basso: abbiamo bevuto troppo vino mentre preparavamo e -onestamente- non me la sento di continuare a raccontare la preparazione. Solo una cosa: non siate parchi sul limone e il prezzemolo che inserite nel pesce; una spruzzata di pepe bianco all'interno delle pancie, assieme a prezzemolo e limone, ci sta bene pure.
Massi, metti su un po' di musica mentre cuciniamo, che è più allegro!


Vado a prendere un disco di Daniele Sepe. Non so perchè ma i colori che il nostro pranzo sta assumendo me lo hanno fatto venire in mente.
Hanno suonato al citofono! Sono i nostri ospiti di sicuro.
Metti in tavola che il mio stomaco protesta!





Ingredienti:
  • 1 1/2 kg di pagro
  • un ciuffo di prezzemolo tritato
  • 3 cucchiaiate di pane grattuggiato
  • 1 limone
  • 1 bicchiere di vino (tostado del Ribeiro)
  • 1/2 kg di patate
  • 1/2 cipolla
  • 2 pomodori
  • Olio e sale
Preparazione:
  1. Squamate e pulite il pesce. Pelate le patate e tagliatele a fette non troppo sottili.
  2. In una padella ponete un bicchiere d'olio e poi le patate e la cipolla (anch'essa tagliata a fette).
  3. Nel frattempo date 3 tagli sul lato del pesce e collocatevi altrettante fette di limone. Ponete il restante limone (privato della buccia) all'interno del pesce.
  4. Quando le patate sono dorate (ma non totalmente cotte, badata bene, altrimenti finisce che facciamo il puré!), correggete di sale e versate il contenuto della padella in una pirofila. Tagliate i pomodori e metteteli sopra il tutto. Coprite con il pesce.
  5. Mescolate l'olio restante nella padella con il pane grattuggiato e il prezzemolo. Con questo impasto coprite il pesce.
  6. Inserite la pirofila nel forno (preriscaldato una ventina di minuti -quindi al punto2). Cuocete a fuoco medio per una mezzora-venti minuti.
  7. Quando tirate il tutto dal forno, versate il vino sopra il pesce delicatamente. Servite nella priofila stessa.

venerdì, dicembre 22, 2006

Due pagri al forno (5)

Ma dunque? Chi ti avrebbe suggerito la ricetta di oggi?
Non starai mica improvvisando? La domenica in cucina si va sul sicuro!
Non si possono correre rischi, altrimenti tocca aspettare un'altra settimana per il pranzo rituale! E poi che figura ci facciamo con gli ospiti?
A proposito, l'unico che ha accettato il mio invito è Alan Turing. Spero che si trovi bene con i tuoi ospiti.
Vorrei ricordarti di non portare mele tra la frutta... non vorrei che si facesse venire strane idee...


Tipo?
La ricetta di oggi è galiziana. Dunque nulla di improvvisato: niente è mai improvvisato, tutto si tiene e siamo frutto dalla causalità.
In Galizia (regione bellissima appena a nord del Portogallo) si mangia molto pesce e frutti di mare. Sembra quasi un paradiso in terra! Pensa che sono celti, con tanto di megaliti e strumenti musicali simili a quelli irlandesi.Dolmen de Axeitos, Ribeira, Galicia
Lo sapevi che Alan Turing giocava a go? Magari potremmo farci una partitella dopo pranzo. Potremmo anche perderci -a seconda della quantità di vino ingurgitata- in ragionamenti sul senso delle cose. Cosa rappresenta un punto fisso? I "livelli" sono reali o virtuali? E poi, cos'è la virtualità?
Da accoppiare ad Alan, ho invitato Oscar Wilde. Sarà un pranzo molto... filosofico e gaio!


Turing fu arrestato e procesato per omosessualità. E per questo fu condannato alla castrazione chimica.
Dai racconti dei suoi amici e dei suoi colleghi, pare che a Turing fosse piaciuta particolarmente la storia di Biancaneve e i Sette Nani, che aveva visto al cinema. Negli ultimi giorni della sua vita fu sentito fischiettare e canticchiare spesso la canzoncina che la strega intonava mentre preparava la mela avvelenata.
Turing fu trovato morto avvelenato nel letto e vicino a lui c'era una mela morsicata. Ma una mela al cianuro!

Oscar Wilde ed Alan Turing... devo dire che gli ospiti di oggi sono eccezionali.

Senti, ma se come vino iniziamo a finire la bottiglia che stai usando per cucinare?
Il tostado del Ribeiro intendo.
E dopo possiamo continuare con un bel Langhe Chardonnay.


hummmmm....
gné. Il vino dolce lo lascerei per il finale; magari avessimo qualcosa di dolce. Qualcosa di cioccolattoso...

giovedì, dicembre 21, 2006

Due pagri al forno (4)

Ecco! ecco!
Sai? a proposito di vegetarianesimo, una volta venne a casa un tipo, fidanzato di una amica, e io stavo per cucinare.
Dissi: "Posso fare le salsicce! ti piacciono le salsicce?",
e la fidanzata mi fa: "Ma veramente lui è mezzo musulmano",
e io di rimando: "Vabbe', allora vuol dire che te ne mangi mezza".

ah ah ah

Pensa che si è quasi offeso.

Si, certo, si è mezzo offeso, no?! ah ah ah

eh eh...
Poi è finita che ho apparato con un cuscus vegetariano e via!


Sei sempre un grande!
Ora metto abbondante olio nella padella e soffriggo patate e cipolle. Prendi il pesce nel frattempo...